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L’ARCHITETTURA tamburo ci sono delle paraste, ovvero pilastri inglobati

L’ARCHITETTURA DEL BATTISTEROLa data di fondazione del Battistero della cattedrale di Padova è molto discussa: è assai probabile che il duomo di Padova già nel XII secolo e così aXIII avesse un Battistero, struttura a se stante, ma è problematico far risalire l’attuale struttura a tali secoli. Se non vi sono certezze sulla datazione del Battistero c’è comunque un punto fermo di cui si deve tenere conto: il Battistero è un edificio romanico ed ha una struttura inusuale ma molto semplice; ha una pianta a cubo con sopra una cupola. Rimangono degli spicchi tra cubo e sfera e per raccordarli sono stati usati pennacchi posti fra lo spigolo e la cupola in cui sono ritratti i quattro evangelisti con vicino due profeti dell’Antico Testamento, dipinti in modo molto realistico. Sopra ai pennacchi c’è un tamburo, una sorta di cilindro, che contiene la cupola. Nella parete orientale dell’edificio emerge un cubo più piccolo, un quarto del cubo grande, che ripete la forma della struttura principale. All’interno di questo piccolo cubo c’è un’abside in cui sono rappresentate le storie dell’Apocalisse. Dall’esterno non si vedono le due cupole ma solamente i due tamburi con sopra delle strutture simili a tetti triangolari. L’interno è dominato da un grande vano a pianta quadrata coperto dalla cupola e nelle quattro pareti vengono rappresentate, partendo dall’abside e procedendo in senso orario,  le storie di Giovanni Battista, di Maria e di Gesù Cristo; mentre la connessione tra cappella absidale e vano principale è data da una sorta di transetto, che si configura come qualcosa di voluto per analogia con il transetto della basilica antoniana. Inizialmente l’entrata si trovava nella parte occidentale, dal lato opposto rispetto all’attuale, sopra alla quale c’era il sarcofago di Fina Buzzaccarini, la committente degli affreschi, distrutto con la conquista di Venezia nel 1405. Lo spazio lasciato vuoto dal sarcofago venne coperto con degli affreschi. L’accesso divenne unico dalla parte del sagrato e venne aggiunto un piccolo portico monostilo; venne poi edificata la piccola sagrestia, a destra dell’abside; gli altri tre ingressi, sui lati nord, sud e ovest, vennero chiusi o ridotti; fu infine aperta la finestra gotica nell’abside e rifatta la copertura a cupola, ritoccando probabilmente il secondo ordine dell’anello a tamburo. In tutto l’edificio sono presenti decorazioni ad archetti analoghe a Santa Sofia e nel cubo e nel tamburo ci sono delle paraste, ovvero pilastri inglobati nelle pareti.

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